19 Ottobre 2005

FATTO #17

13/12/04, Russia.
Diario di bordo.

Mio padre mi diceva sempre: "Devin, la vita va presa di petto. Fai in modo dunque di avere un petto robusto." Dio, quanto aveva ragione! Quanta saggezza nelle sue parole!
Riprendo il diario dopo cinque giorni d'interruzione. La sera del 7 siamo arrivati alla Piana dello Zoppo prima del tramonto, come stava a cuore a Fedor. Il nostro silenzioso guidatore ci portò nel villaggio più vicino, Ciukanskine: un mucchietto di assi e vecchi sporchi e infreddoliti. Lex, turandosi il naso con il suo fazzoletto intinto d'acqua di colonia, scosse la testa amareggiato.
Abbiamo pernottato in una stamberga, tutti e tre nella medesima stanza e nel medesimo letto, mentre Fedor ha preferito - chissa perché - coricarsi con i cavalli nella lurida stallaccia dell'albergo.
L'indomani un sole pallido e flebile come una macchia di sperma inondava di luce bianca una giornata gelida. Prima di ripartire siamo stati avvicinati da un santone locale, un certo Dmitri Kronenburin, che ci ha predetto immani sventure.
Il medesimo copione si è ripetuto per cinque giorni di fila in cinque villaggi diversi: stamberghe, stalle, santoni che ci predicevano guai. Finalmente oggi abbiamo varcato la soglia di S. Pietroburgo.
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